Jean-Jacques Rousseau
1712–1778 2 voci
Biografia
Jean-Jacques Rousseau fu un filosofo e scrittore ginevrino, le cui idee contribuirono a plasmare la Rivoluzione francese e il Romanticismo. Nacque a Ginevra nel 1712; la madre morì pochi giorni dopo la sua nascita, e a sedici anni lasciò la città e cominciò una vita errabonda. A Parigi strinse amicizia con Diderot e scrisse voci sulla musica per l’Encyclopédie, e fu anche compositore: la sua opera L’indovino del villaggio fu rappresentata davanti al re Luigi XV.
Divenne famoso nel 1750 con un saggio in cui sosteneva che il progresso delle scienze e delle arti aveva corrotto i costumi, e nel 1755 fece risalire la disuguaglianza tra gli uomini alla nascita della proprietà. Nel 1762 pubblicò Il contratto sociale, il cui primo capitolo si apre con le parole “L’uomo è nato libero, e ovunque è in catene”, e l’Emilio, un trattato sull’educazione; entrambi i libri furono condannati e bruciati, e dovette fuggire. Il suo romanzo Giulia o la nuova Eloisa fu uno dei grandi successi del secolo, e le sue Confessioni aprirono la strada all’autobiografia moderna. Morì a Ermenonville nel 1778, e durante la Rivoluzione i suoi resti furono traslati al Panthéon.
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